San Lorenzo, la notte dei desideri

“San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l’aria tranquilla arde e cade…”

Recitava Pascoli in versi mentre Jovanotti cantava “E’ una notte come tutte le altre notti, è una notte con qualcosa di speciale”. E, se Pascoli non poteva che associare al 10 agosto un evento tragico che segnò tutta la sua vita, per Jovanotti e per molti altri la “caduta di stelle” di San Lorenzo è un evento festoso e romantico. Su internet si sprecano le notizie e le lezioni di astronomia ed anche io sono andata a sbirciare un po’.

La definizione più gettonata per “stella cadente” è questa:

…scie luminose che talvolta si possono vedere nel cielo sono causate da minuscoli pezzettini di polvere e roccia detti meteoroidi, che cadono dallo spazio nella nostra atmosfera e qui bruciano per attrito. L’effimera traccia di luce della meteoroide che brucia produce quella che viene detta una “meteora”. Le meteore vengono chiamate comunemente “stelle cadenti”.Se qualche pezzo del meteoroide sopravvive al bruciamento e raggiunge il suolo terrestre, quello che rimane di lui viene chiamato una meteorite.”

Bello, non trovi?

Vado avanti e digito “stelle cadenti 2016”, così scopro che:

“..quest’anno le suggestive scie delle Perseidi, attraverso le quali la terra passa una volta all’anno e che creano le stelle cadenti di San Lorenzo, siano aiutate dalla luna che si trova nell’ultimo quarto e quindi tramonterà presto e da Giove che, per un fortunato incastro di posizioni (non chiedetemi quali siano ma ho sempre dato molto credito alle posizioni… hihihi ndr) incanalerà le polveri verso la terra facilitandone la visione.”

A seguito dei motivi sopra, sembrerebbe che il 2016 sia “un’ottima annata” per le stelle cadenti. E in particolare lo sia la notte tra l’11 e il 12 agosto, cioè ieri sera…stelle cadenti 2

Forse vi ho rovinato tutto il romanticismo. Però a pensarci bene questa polvere stellare che cade dallo spazio e si incendia a contatto con la nostra atmosfera, bruciando per sempre oppure, talvolta riuscendo a congiungersi con la terra è un’immagine molto romantica e suggestiva e qualunque cosa ci dicano astronomi e scienziati a noi rimane il gusto di alzare la testa a cercare almeno una stella cadente ed esprimere “quel” desiderio che ci sta tanto a cuore… 

Per gli antichi sacerdoti il “pianto di stelle” era di cattivo auspicio. Probabilmente era molto più facile avvistare la scia luminosa nel mondo antico privo dell’inquinamento luminoso attuale ed ogni volta veniva associato ad una guerra imminente, alla morte di un sovrano, a un’epidemia o altra catastrofe. La tradizione cristiana invece associava il fenomeno al martirio di San Lorenzo e solo molto più tardi invece la pioggia di stelle è divenuta realizzatrice di desideri segreti. Ovviamente ci sono molti scettici, né ho intervistato diversi in questi giorni che, spronati a confessare, dichiarano che un piccolo desiderio lo esprimerebbero se riuscissero a vedere una stella cadente. Ma si, in fondo che male c’è?

Io ho sempre guardato il cielo nelle notti d’agosto alla ricerca di quelle scie luminose. Da bambina non mancavo mai alla veglia scout di San Lorenzo. Mi davo malata volentieri per campeggi ed escursioni ma stavo sempre benissimo per il 10 di agosto. Stendevamo i sacchi a pelo su una collinetta e ci addormentavamo sotto il manto di stelle, tutti molto vicini e con i capi alle estremità così che non ci potessimo muovere senza svegliarli. Io stavo sveglia quasi tutta la notte a pensare e desiderare… e secondo te cosa ho fatto ieri notte? Risposta esatta, ho guardato le stelle. Dopo un apericena molto piacevole con le amiche ho spento tutte le luci di casa, mi sono stesa sul lettino in giardino ed ho aspettato.

galassia

Era una notte senza luna e ricchissima di stelle. Non era possibile vedere il braccio della Via Lattea come succede quando sei in viaggio in paesi molto scarsamente illuminati, ma era comunque uno spettacolo incredibile. Mentre guardavo il cielo, avvolta nella coperta di lana (ieri sera era freschino!), i pensieri hanno cominciato a fluire come succede sempre quando si spegne il cervello e lo si lascia andare dove vuole. C’era silenzio, solo i suoni della natura e poi niente… silenzio assoluto. Come è prezioso il silenzio! Non ci siamo più abituati, non siamo più abituati a pensare. Ora persino la macchina parla, bip bip bip, ogni volta che qualcosa-qualcuno si avvicina ai sensori, i cellulari suonano continuamente e se non suonano vibrano, brrr, brrr, brrr… Siamo talmente drogati di rumore che non sappiamo più ascoltare il silenzio. Così l’improvviso silenzio di ieri sera faceva quasi rumore anche lui. All’inizio mi sono agitata, continuavo a spostare il lettino, ad avvolgermi meglio nella coperta, a trovare scuse per non fermarmi e dare spazio al “nulla”. E’ difficile far entrare tutte le cose che ci sono nel “vuoto” e sono tante, persino troppe talvolta. Piano piano mi sono rilassata, il respiro si è fatto più morbido e lieve, i muscoli si sono allentati ed è allora che è cominciato. Prima una che pensavo quasi di aver sognato e non ho nemmeno avuto il tempo di esprimere il desiderio. “Cavolo” mi sono detta “stai più attenta!”. Poi altre due insieme e via con i desideri pronti… Evviva! Poi altre due, una a destra, l’altra a sinistra. La pioggia di stelle è continuata a lungo, alcune grandi, altre piccole, alcune più brillanti, altre meno. Era talmente bello che ad un certo punto ho dimenticato i desideri. Sono stata là fuori con gli occhi fissi nel cielo per quasi due ore, guardavo le stelle e mi ricongiungevo con me stessa, con i miei pensieri, con i miei desideri, con quella “me” che sta troppe volte nascosta sotto gli abiti di scena che la vita impone…

Grazie stelle cadenti di San Lorenzo.

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