Monet Experience

Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. A forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare, e poi questo fiume che scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente.

Claude Monet

Dietro fiori, colori e immagini che tutti conosciamo c’era un’anima inquieta, un carattere indomito e poco incline ai compromessi, un uomo che aveva dovuto sopportare enormi dolori come la morte della prima e poi della seconda moglie e di due figli e affrontare rifiuti e critiche del suo lavoro. «Sono assolutamente disgustato e demoralizzato dall’esistenza che sto conducendo…», scriveva al suo medico. Nel 1868, ossessionato dai creditori che lo assillavano e dalle preoccupazioni per non riuscire a sfamare la sua famiglia, tentò il suicidio. Era certamente disperato, un uomo solo con un tutto un suo mondo interiore che si manifestava sulle tele ma che non veniva compreso. I suoi dipinti non venivano comprati, la sua necessità di dipingere le impressioni della natura era troppo rivoluzionario, la sua passione per le donne belle lo provava… l’artrite aveva cominciato a farsi sentire creandogli problemi nel dipingere, “Di notte sono continuamente ossessionato da ciò che devo realizzare, dipingere è così difficile… Non vorrei morire prima di aver detto tutto ciò che ho da dire ma i miei giorni sono contati…”. Pur di continuare a dipingere fino alla morte si fece legare il pennello alle mani.

Entrare dentro l’arte di Claude Monet è un privilegio, qualcosa che non si dimentica, che arricchisce e che cambia. Ci si rende conto che il mondo in cui si guarda il mondo non è lo stesso per tutti…

La Monet Experience permette attraverso la tecnologia di fare tutto questo, di giocare con i suoi colori, di immaginarsi la sua casa, di guardare con i suoi occhi. La mostra è allestita dentro la chiesa di Santo Stefano al ponte che risale al 1100 ed ora è sconsacrata, sempre che l’uomo abbia il potere di togliere il sacro dalle cose.

Luci, colori, musica si susseguono rendendo inutile lo spazio e persino il tempo. Le immagini si dilatano, entrano nelle pupille, arrivano fino al cuore, arrestano i battiti e mozzano il respiro in un andirivieni altalenante di emozioni e suggestioni. La mostra è dentro una chiesa in cui sono stati allestiti pannelli e schermi, ma lasciano libero l’altare che si ricopre di fiori, di rosa, di azzurri, di magico, di effimero e crea un legame tra te e il cielo che non si può scordare e, forse, nemmeno raccontare…

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