La forma della neve

 

Sono partita per il Giappone per cercare un pezzo del mio puzzle sospeso nel vortice tra passato, presente e futuro. E in questo paese, pieno di fascino e mistero, la storia che avevo in mente ha preso una strada inaspettata.

 

“Quante volte mi sono chiesta se sono mai arrivata da qualche parte per davvero… anche solo una volta sarà successo? Forse non me ne sono accorta, forse avevo sorvolato il posto “giusto” solo per un attimo, senza saperlo, e così l’avevo perso.”

La storia di una donna di oggi che è anche un viaggio verso il centro di sé, verso il bisogno di essere madre, di amare, di trovare un porto che la accolga senza volerla cambiare. Sembra tutto disponibile, tutto a portata di mano, eppure la vita naviga su una costante sensazione di vuoto e di fragilità. Il bisogno di amare e essere amati resta, però, un nodo cruciale.

Continuiamo a sentire la mancanza di qualcosa, ma non sappiamo cosa sia. Ne attribuiamo la responsabilità al passato, ai genitori, alla storia e viviamo perennemente concentrati nel futuro dimenticando di vivere il presente. Virginia è perfettamente integrata nella società postmoderna. La sua vita scorre liquida e veloce, con un lavoro che si prende la maggior parte del tempo, con rapporti instabili e non duraturi, con amori che nascono sui social e finiscono via whatsapp senza avere nemmeno il coraggio di guardarsi in faccia. Persino troppo facile sfilacciare gli impegni e liberarsi da strascichi. E mana mano che gli anni passano le domande sul senso di esistere diventano più pressanti, la paura della morte una costante e l’ansia di non lasciare nessuna traccia di sè un’ossessione.

È il tempo che passa. Non c’è nulla di sbagliato nel tempo che passa. Non potrei proprio pensare a un tempo immobile, a un giorno che dura per sempre, a qualcosa che non finisce mai. Eppure… eppure ho paura. (da La forma della neve)

A quasi quanrant’anni, pensando di intraprendere un viaggio verso un uomo, scoprirà invece di essere alla ricerca della sua anima. Virginia affronta strade, paesaggi e incontri in un libro on the road che non è sulla strada ma che rappresenta un viaggio ben più profondo. Trova un nuovo lavoro con uno strano capo giapponese che non dà ordini ma impartisce lezioni di vita da un letto d’ospedale in cui è in coma. Entra in punta di piedi nelle storie dei vecchi pazienti e in ciascuna di loro troverà qualcosa che serve anche a lei. Si confronta con una bambina, di cui le piacerebbe essere madre, che la mette in discussione continuamente mostrandole le sue debolezze e le sue incoerenze.

Il tempo si fa più rarefatto, gli spazi diventano inconsistenti e ogni cosa, dalla più piccola violetta al più grande albero, manifestano la loro anima. Il tutto è unito dalla neve che cambia l’aspetto delle cose dando loro una forma diversa e sconosciuta. Scoprire chi siamo significa anche perdere parti di sé e, quando la neve si scioglierà ciascuno avrà, forse, perso qualcosa ma trovato altro.

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