Il colore dei sogni di Marc Chagall

«Mio Dio, è così difficile estrarre dai ricordi inariditi un frammento di vita! E come lo si può fare se questi scarni ricordi si estinguono e finiscono con me? Vorrei salvarli.»

A scrivere è Bella, moglie di Chagall, suo grande amore e prosegue dicendo “L’amore non è amore, se non ci si sente ardere e volare”. Volava, infatti Chagall, con la sua sposa. Volava, sognava, la amava contro la forza di gravità, contro la fine, contro l’ineluttabile morte. Continuò ad amarla anche dopo. L’amore non ha sempre bisogno della presenza fisica, non sempre… nei suoi quadri poteva essere ancora sognarla. E’ proprio questa forza onirica, insieme al colore e alla libertà la cosa che, forse, mi colpisce di più nei quadri di Marc Chagall. In un’intervista fatta prima di morire, disse: «i ricordi, per me, sono colore. La Russia della mia nascita, la Francia, la mia vita, tutto è un colore».

Non sempre lo stesso evidentemente. Nei suoi quadri c’è sempre un colore che domina ed in qualche modo avvolge e unisce tutte le cose in un’armonia che è bellezza. Ha dipinto per oltre ottant’anni, lasciando tantissime opere, non solo tele.

Marc Chagall era nato il 7 luglio del 1887, oggi avrebbe compiuto cento trent’anni.

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