Pensieri sparsi

Amore e nostalgia

Bevo acqua di mare,
quando faccio l’amore con te.
Mi uccide il sale o la nostalgia?

(poesia contenuta dentro La forma della neve)

 

Due facce di una stessa medaglia amore e nostalgia. L’amore ti disseta con acqua salata.
Bevi pur sapendo, già prima, che ti farà male. E se non è il sale a far male è la nostalgia ad ucciderti. Anche se un amore non finisce c’è sempre una qualche nostalgia che l’accompagna. Che so, la nostalgia dei primi tempi, del tuffo al cuore quando sentivi un messaggio arrivare nel telefono e speravi che fosse lui – che poi non lo era quasi mai –  dell’eccitazione quando ti svegliavi, sola nel pieno della notte, con la voglia di lui ed i pensieri e le mani vagavano.
Anche se funziona, se si sta insieme per anni la nostalgia accompagna ogni amore.
Il fatto è che le palpitazioni finiscono, l’emozione cala, le voglie si assopiscono e allora viene la nostalgia, i “ti ricordi quando non riuscivamo a stare un giorno senza fare l’amore?”. Siamo liquidi, i sentimenti sono liquidi, fluiscono via inarrestabili come un fiume verso il mare. Finiscono in un mare di altre emozioni, di altri amori, di cuori infranti, di lacrime, di palpiti, di risate, di gioia, di libertà, di gioventù. Sono tutti lì, insieme, e pur di nuotarci ancora saremmo disposti a qualunque follia. Per questo mentiamo, ci cerchiamo degli amanti, inventiamo bugie. Tutto pur di provare ancora l’emozione del grande amore. Quando cala il sipario del giorno e oltre le colline i rimasugli del sole creano quell’alone dorato che ha il profumo dell’estate, è allora che la nostalgia prende il sopravvento. E non sai neanche bene cosa ti manca, sai solo che ti manca qualcosa. Il numero di queste mancanze cresce nel corso della vita, fino a quando sono talmente tante che ti sembra che manchi tutto. Ti sembra quasi di non avere niente. Fai una lista in un foglio di ciò che hai ed è tantissimo, eppure ti rimane la sensazione che ti manchi tutto. Quella dannata sensazione, che hai voglia a scrivere le cose che hai, che sono tante, non gliene frega niente a lei. Continui a sentirla. Ti tappi le orecchie e continui a sentirla. Scopri che la nostalgia è dentro di te. Parla dal di dentro, parla. Perché ciò che ti manca non è qualcosa che si può razionalizzare scrivendolo, e nemmeno curare… e anche se scrivi, non passa, non se ne va.

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