Seconda Navigazione

 

Ci sono momenti nella vita in cui occorre trovare una “spiaggia” che ci accolga. In un luogo protetto dagli altri e dagli eventi ci possiamo fermare e guardare dentro, cercando di capire dove si è perso il senso della nostra vita. Occorre sciogliere i nodi per riavvolgere la matassa e nel farlo ci rendiamo conto che dal momento della nostra nascita i luoghi, gli eventi e le persone ci hanno segnato e hanno, in qualche modo, condizionato la nostra navigazione. Solo tornando indietro, in silenzio, possiamo comprendere e guardare avanti. C’è sempre qualcosa di più bello da vivere…

Una storia di mare, amore e musica, dove le esistenze, i sogni e le speranze dei protagonisti si incontrano, si scontrano e danzano come le onde.

 

 

Seconda Navigazione è il mio primo romanzo!

Dopo quarant’anni di scritti (dai pensierini della prima elementare ai miei saggi marini) finalmente ho deciso di cimentarmi in quello che credo essere la mia vocazione espressiva. Dico credo perché sarai tu a giudicare e dirmi se mi sbaglio.

Chi ama scrivere già sa che l’idea per una storia non è cosa semplice da trovare: occorre meditare, lasciarsi possedere da sensazioni ed emozioni. L’ispirazione può arrivare quando meno te lo aspetti e in situazioni impensate. A me è arrivata con una musica: una composizione di Roberto Cacciapaglia dedicato al mare, Atlantico. La musica è intensa, forte e dolce allo stesso tempo e in ogni nota c’è il mare. Così più ascoltavo quella musica, più la mia storia prendeva forma. Inutile dire che ho cominciato a scriverla quello stesso giorno. Così tra onde, vento e pioggia i tre personaggi si sono incontrati e le loro anime si sono “scontrate”. E, quando ciò accade, rimane un pezzetto di ciascuno dentro l’altro, modificando per sempre il corso degli eventi.

Dentro Seconda Navigazione c’è la storia di tre personaggi che non cercano riscatto, piuttosto un modo per finire i loro giorni più serenamente…

Il Mare onnipresente come elemento sovrannaturale e catalizzatore degli eventi, esercita un influsso determinante sulla storia, accelerandone lo sviluppo, rimanendo comunque inalterato alla fine della stessa. Accanto al Mare ci sono gli altri elementi naturali, spettatori-attori dell’umana imperfezione.

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Visto che è stata la musica a regalarmi questa storia, il protagonista maschile non poteva che essere un pianista. Alla sua storia si intrecciano le storie di due donne, una piena di sogni ed una che aveva rinunciato da tempo ai sogni.

Il titolo

Seconda navigazione è un termine marinaresco ormai desueto, che indica quella navigazione che occorre intraprendere quando calano i venti e la barca si trova in una situazione di stallo. Un tempo, il marinaio doveva mettere mano ai remi per procedere, mentre oggi accenderebbe il motore. E’ comunque necessaria un’energia di propulsione diversa, energia che va ricercata dentro la barca stessa, per impedire che essa vada alla deriva in mezzo al mare.

Platone utilizzò il termine “seconda navigazione” per indicare quel momento in cui la sua filosofia passa dall’analisi del sensibile a quello del sopra-sensibile.

Arriva il momento in cui occorre occuparsi della propria anima; è arrivato per me, per i protagonisti del mio romanzo e, prima o poi, arriva anche per tutti gli altri.

Dove

La storia si svolge su una spiaggia in una località balneare italiana. Non viene mai citato un luogo preciso ad indicare che eventi di quel tipo possono accadere ovunque ed a chiunque, di qualunque estrazione sociale o cultura.

E’ autunno e, come succede spesso nella nostra costa, i turisti se ne sono andati lasciando il paese e la sua spiaggia vuota.

La spiaggia della storia è un luogo fisico ma anche un luogo metaforico. Uno di quei luoghi in cui l’Uomo si rifugia per riflettere, meditare o trovare altri punti di vista alle situazioni. Non un luogo di estraniazione, bensì un luogo dove entrare “dentro” le cose per comprenderle ed accettarle.

Metaforicamente la spiaggia di “Seconda navigazione” ha davanti a sé il Mare, che consente di uscire ma anche di rientrare, di scappare e di ritornare. Ha dietro di sé gli scogli che proteggono e celano ciò che abbiamo bisogno di nascondere o nasconderci.

I protagonisti

Ogni personaggio meriterebbe un libro a sé, tanto sono complesse le situazioni ed i rapporti famigliari che li hanno resi ciò che sono.

Alice, proprietaria della pensione Nautilus, ha passato tutta la vita su quella spiaggia sognando di andarsene senza riuscire a farlo a causa della paura dell’abbandono e del senso di colpa. Continua a sentire il passato come una catena pur essendo talmente abituata a quella situazione da non cercare alcuna via d’uscita. Quando incontra Sasha e Carmen tutto viene rimesso in discussione: i fantasmi del passato tornano a torturarla e cercano ascolto a gran voce.

Carmen è una professoressa di lettere in fuga da casa e alla ricerca dei suoi sogni di gioventù. Forse, la più “normale” dei tre è anche l’unica che riconosce la propria condizione umana imperfetta e quindi soggetta all’errore. A lei è demandato il compito di riequilibrare gli equilibri distorti della storia.

Sasha è un pianista famoso che ha usato sempre, e solo, la musica come lingua di comunicazione tra lui ed il resto del mondo. Costretto dalla vita a confrontarsi con la sua natura animale e impermanente si trova a dover accettare di non essere immortale. La consapevolezza della sua natura gli fa perdere ciò che ama di più, non sapendo come comportarsi si rifugia nella pensione di Alice.

Ciascuno ha caratteristiche diverse ed opposte all’altro e nessuno domina ma anzi apporta qualcosa che serve per far crescere gli altri due. Se all’inizio le loro storie sembrano condizionate da eventi drammatici che influenzano anche il ritmo del racconto, man mano che si instaura un rapporto tra di loro, le storie si intersecano ed innescano un processo di trasformazione che li porterà ad una vera e propria metamorfosi.

La storia

E’ un novembre strano al mare, c’è ancora molto caldo e l’autunno non ha nessuna voglia di arrivare. Alice, proprietaria della pensione Nautilus, riceve due prenotazioni distinte di due camere singole e comincia a fantasticare sugli quegli ospiti da “fuoristagione”. Carmen e Sasha, i due ospiti, sono diversi dai turisti che approdano normalmente alla pensione: parlano poco, non mangiano, vivono come in una dimensione senza tempo: sono alla ricerca di risposte. Risposte che cercano nel mare, ma soprattutto in sé stessi, scandagliando le loro anime e affrontando temi quali il senso della vita, l’amore, la perdita, la morte, l’amicizia, la famiglia. Se all’inizio nessuno di loro è interessato ad instaurare un rapporto con gli altri due, man mano che i giorni passano, i fantasmi del passato tornano a farsi vivi, le loro storie si intrecciano, i segreti vengono rivelati fino al punto che nessuno sarà più lo stesso.

Il ritmo del libro, come anche gli eventi, le scenografie, il clima e l’ambiente seguono questi cambiamenti al punto che l’opera finale è, quasi, un’opera musicale in cui le onde, il vento, le nuvole, le stelle e le parole sono le note musicali scritte su uno spartito che è la vita stessa.

 

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Ascolta la musica che ha ispirato il romanzo 

 

 

5 pensieri riguardo “Seconda Navigazione

  • 9 maggio 2016 in 23:27
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    Ho scoperto l’esistenza di “Seconda Navigazione” quasi per caso. E questo è significativo, perchè tutto il libro verte sulla casualità di eventi che si rincorrono e si ricollegano tra loro.
    I protagonisti si ritrovano nel momento cruciale della loro vita riuniti in un unico posto, a contemplare il mare, vero leitmotiv del romanzo. E di fronte ad esso il loro passato ritorna ad ondate. Il tema dell’amore, della morte, del senso di colpa, della gelosia, insomma tutto ciò che in fin dei conti è il senso della vita, viene vissuto e affrontato dal diverso punto di vista dei tre protagonisti. Leggendo questo romanzo non si può fare a meno di confrontare il proprio vissuto con quello dei protagonisti. Non tanto nei fatti e nelle azioni, ma nei pensieri e nelle emozioni. E’ un libro che scava fin nel profondo dell’anima fino ad arrivare alla conclusione che tutto fa parte della vita e che l’unica colpa che possiamo avere è quella di non viverla.

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  • 24 luglio 2016 in 7:54
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    Ho dovuto finirlo… Sebbene lo abbia centellinato sino ad ora per farmi accompagnare ancora un po’. Magari non è questo uno dei messaggi di ‘seconda navigazione’ o forse un po’ si. Il godersi le cose senza fretta di finirle, ne’ paura che finiscano… Lasciare che entrino in te e ne facciano parte, come il mare, come 4 giorni ad Ustica con quattro donne meravigliose e tra loro sconosciute in principio (le Sirene di Ustica), come ciascun giorno di una vita regalata, conquistata, vissuta, curata nella preziosità di ciascun incontro. Senza la paura che lascino il vuoto perché nulla di ciò che viviamo è privazione, nemmeno l’amore che fa soffrire e che resta a darci la forza della sua esistenza. Donatella, complimenti per questo tuo primo bel romanzo! Grazie! Aspettiamo il prossimo!!!

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  • 27 novembre 2016 in 18:05
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    Seconda navigazione è un romanzo scritto con uno stile leggero ma molto riflessivo che va in profondità dei personaggi ma soprattutto che fa nascere nel lettore molti spunti di meditazione introspettiva. I personaggi sono molto ben descritti e si vede che li “conosci” a fondo. Secondo me infatti si sente chee che potrebbero essere tranquillamente persone vere. Io credo che ci siano persone in 2D ed in 3D sia nel mondo reale che in quello dei libri. La differenza sta proprio nello spessore del carattere che ne fa una persona con cui avere una relazione costruttiva o nel caso di personaggi di libri ne fa un buon libro. Si capisce subito che Alice, Sasha e Carmen hanno un diverso rapporto con il mare e che ognuno di loro è arrivato lì, a quel punto della vita sia anagrafico che geografico, per motivi diversi e con finalità diverse a loro ancora sicuramente sconosciute. Saranno poi il tempo ed il mare a creare una trama che li porta ad aprirsi ed esternare agli altri due ciò che hanno dentro ma che non riescono a interiorizzare e fare proprio. Ed è proprio grazie agli altri che percorrono questo difficile sentiero che è la presa di coscienza che la vita e gli eventi, a volte indipendenti da noi, ci cambiano e noi dobbiamo essere in grado di farli nostri e proseguire il cammino. Non è un libro che devi “divorare” in un attimo ma va centellinato pagina dopo pagina come un buon vino e lasciare che le idee sedimentino dentro di te e ne nasca un buon frutto.

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  • Pingback: La seconda navigazione di Alessandra, nel suo bar nazionale a Pistoia – Donatella Moica

  • 19 luglio 2017 in 14:41
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    “Seconda navigazione” va oltre il mare. Un romanzo ‘diverso’ che non è solo introspezione dell’anima ma anche il racconto dell’umana “faim d’amour”. Perché come dice Sasha, anche quando pensi che tutto sia finito, scopri che c’è sempre qualcosa di bello che ti aspetta. Alice, Carmen e Sasha hanno tutti fame d’amore. Amore per il mare, per la musica, amore per la vita che faccia dimenticare scheletri rimasti in una grotta. “Seconda navigazione” è un invito a scalare una nuova scogliera, ad amare ancora senza ragione. Perché alla fine la vita resta un grande regalo, un incredibile capolavoro che ci scorre ogni giorno davanti agli occhi e tra le dita. Sta a noi non smettere mai di suonarla e farne la nostra musica più bella.
    Complimenti Donatella, il tuo romanzo è davvero splendido!

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