Libreria “Acqua Alta”, una delle meraviglie di Venezia

Per chi ama i libri, scriverli e leggerli, entrare nella libreria “Acqua Alta”, a Venezia, è come entrare in un santuario alla ricerca di infinito… qui si può, basta salire su una scala di libri!

Fino all’età di quindici anni ho viaggiato esclusivamente attraverso i libri, più tardi il viaggio è stata una connotazione fondamentale della mia vita, al punto che mi sono convinta di avere un gene “in transito” nel DNA. I miei viaggi reali nascono ancora dai libri: leggo una storia, un romanzo, un qualcosa che stimola la mia fantasia e che mi fa desiderare ardentemente di vedere quel posto, a quel punto comincio a preparare il “viaggio”… Poiché un viaggio è qualcosa che ti insegna cose nuove, che ti consente di parlare con persone nuove, si può essere in viaggio anche a pochi passi da casa.

Ogni volta che torno a Venezia è come tornare a casa dopo un lungo viaggio, ritrovo i miei amici, i luoghi che ho imparato ad amare… eppure ogni volta imparo e scopro cose nuove.

2017-05-01_11-08-19In ogni luogo in cui vado cerco sempre una libreria, giusto per sedermi tra i libri e sentire l’odore della carta e dell’inchiostro. Anche quando la lingua è totalmente incomprensibile trovo qualcosa da portare a casa come souvenir. Trovo che i libri siano i souvenir più belli, insieme alle fotografie (anche in Giappone sono stata in una libreria ed ho comprato una bellissima copia del Piccolo Principe in giapponese). Quindi, quando Susanna, amica e guida turistica a Venezia, ha suggerito di terminare la bellissima passeggiata attraverso le vie nascoste di Venezia, proprio alla libreria “Acqua Alta”, sono andata in brodo di giuggiole.

All’ingresso ci accoglie un bel gattone nero che dorme tra disegni e libri. Tutti si fermano a salutarlo e lui con fare elegante, indica l’ingresso della libreria “omeni e done veni’ dentro sagiare’ un emossion unica!”. In effetti sotto il suo comodo giaciglio c’è scritto “Benvenuti nella libreria più bella del mondo”. La porta è incorniciata da un albero di fico che, a Venezia, non è proprio un incontro comune. Il fico è considerato, in molte culture, un albero sacro ed emblema della luce, della forza e della conoscenza. Nella Grecia Antica era sacro ad Athena, dea della conoscenza e Platone era convinto che aiutasse i filosofi nel loro processo creativo. Insomma, che crediate o no ai simboli, questo fico ci indirizza verso l’ingresso. Il profumo di carta umida e di carta asciutta ti prende le narici e ti accorgi subito di essere in un posto speciale fuori da ogni schema e regola commerciale. Un luogo creato soprattutto dall’amore per i libri e dalla grande adattabilità dell’uomo alla natura. In effetti i veneziani (anche se il proprietario è un veneziano d’adozione e quindi destinato ad essere “foresto” per sempre) sono un popolo fluido, capace di seguire il corso e le intemperanze dell’acqua che circonda e regola le loro vite. Essi si adattano, si plasmano e si modellano “secondo l’acqua”. Cosa molto più facile che andarle contro. Così anche in questa libreria si va a favore e non contro corrente. I libri sono contenuti in oggetti che, durante l’acqua alta, galleggiano, come barche, “gondoette” e vasche da bagno e sono stipati in alto il più possibile, in pile verticali. A vagarci dentro c’è da perdersi, come tra le calli della città. Ci sono milioni di libri tra nuovi ed usati. Molti raccontano di Venezia o sono in qualche modo legati alla città come le storie di Casanova o di Goldoni. C’è anche parecchio Mare qui dentro e non solo perché l’acqua della laguna entra dalla porta e dall’uscita di sicurezza senza troppi intoppi, ma perché sono molti i libri che ne parlano. Su un lato ci sono tantissimi libri di Corto Maltese, innamorato di Venezia. Ci sono anche testi che a lui si sono ispirati, prendendo spunto dalla sua vita. Ne apro uno a caso e trovo questa frase di Hugo Pratt:

“Perché il sogno più vero è quello più distante dalla realtà, quello che vola via senza bisogno di vele, né di vento.”

Tra la moltitudine di libri vedo, da lontano, un personaggio che riconoscerei tra mille: il Piccolo Principe. Prendo in mano il volume e mi accorgo che questa è una versione in veneziano in cui il Principe diventa “picenin”. Con un sorriso lo rigiro tra le mani e mi vado a sedere proprio vicino all’acqua dove è stata predisposta una vecchia sedia in cui leggere o, forse, meditare… Starei qui per sempre, con l’acqua lagunare su un lato ed un libro in mano, a farmi vincere dalla pigrizia. Venezia è uno di quei luoghi in grado di stregare e che non vorresti mai lasciare.

La libreria “Acqua Alta” si trova in Calle Longa Santa Maria Formosa (Campiello Del Tintor) | 5176 – Castello, Venezia

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